Ci sono luoghi che si raccontano attraverso le loro stanze, le finestre, i corridoi. E altri che, per essere raccontati davvero, hanno bisogno di verbi. Perché quello che conta non è soltanto ciò che contengono, ma ciò che rendono possibile. Abitare. Scegliere. Condividere. Imparare. Cambiare. Ripartire.
Sei verbi per raccontare Tetti Rossi, il progetto di accoglienza abitativa che, all’interno della storica Casa Internazionale delle Donne, nel cuore di Roma a Trastevere, offre a ragazze e donne uno spazio sicuro in cui vivere e costruire il proprio percorso di autonomia.
Abitare è il primo verbo. Quello da cui comincia tutto. Perché avere una casa significa molto più che disporre di un letto e di un tetto. Significa poter lasciare le proprie cose in un posto, organizzare le giornate, riconoscere uno spazio come familiare. Significa avere un punto fermo, soprattutto quando nella propria vita i punti fermi sono stati pochi o sono venuti a mancare.
A Tetti Rossi abitano donne con storie molto diverse. Studentesse, lavoratrici, donne che dividono il proprio tempo tra studio e lavoro, altre che hanno attraversato esperienze di violenza domestica e sono arrivate attraverso la segnalazione dei Centri Antiviolenza. Ci sono donne che hanno lasciato Paesi segnati dalla guerra e dall’instabilità, cercando in Italia protezione e nuove possibilità. Percorsi differenti che si incontrano nella quotidianità di una casa, senza perdere la propria unicità.
Scegliere è un verbo che può sembrare semplice, quasi scontato. Eppure, poter decidere della propria vita non è sempre una possibilità garantita. Scegliere come organizzare una giornata, quali obiettivi perseguire, a chi chiedere aiuto, quale direzione dare al proprio futuro è parte essenziale di ogni percorso di autonomia.
A Tetti Rossi le ospiti vivono in autonomia, con la possibilità di rivolgersi all’équipe quando ne sentono il bisogno. Il sostegno psicologico, legale, sociale e sanitario si inserisce in questa prospettiva: non sostituirsi alle persone, ma mettere a disposizione strumenti, informazioni e opportunità perché ciascuna possa compiere scelte più consapevoli. Senza percorsi prestabiliti, perché ogni donna ha tempi, esigenze e aspirazioni differenti.
Condividere è il verbo che trasforma uno spazio abitativo in un luogo di relazioni. Non significa fare tutto insieme, né rinunciare alla propria dimensione personale. Significa imparare a riconoscere la presenza delle altre, trovare equilibri, rispettare abitudini differenti e scoprire che la convivenza può diventare anche un’occasione di incontro.
A volte la condivisione prende forma nelle attività organizzate: i laboratori creativi, la cura dell’orto, le giornate di volontariato, le presentazioni di libri, le proiezioni cinematografiche, gli incontri dedicati ai diritti delle donne e all’inclusione. Altre volte si manifesta nella normale organizzazione della vita comune, nei piccoli gesti di collaborazione, nella capacità di affrontare insieme un imprevisto. Sono esperienze che alimentano il senso di appartenenza e permettono a ciascuna di contribuire alla vita della casa con le proprie capacità e i propri interessi.
Imparare non riguarda soltanto l’acquisizione di nuove competenze. A volte significa riconoscere quelle che già si possiedono, scoprire risorse che non si aveva avuto occasione di utilizzare, comprendere meglio i propri diritti o imparare a orientarsi tra servizi e opportunità.
Ogni percorso di autonomia porta con sé una parte di apprendimento, che può riguardare la gestione delle necessità quotidiane, il lavoro, le relazioni, la conoscenza del territorio o la capacità di affrontare situazioni complesse. L’équipe accompagna le ospiti in questo processo, offrendo un punto di riferimento e favorendo una progressiva indipendenza personale, sociale ed economica. Anche le attività collettive diventano occasioni per sperimentarsi, mettersi alla prova e scoprire interessi nuovi.
Cambiare è forse il verbo più imprevedibile. Perché non tutti i cambiamenti sono cercati e non tutti arrivano nel momento giusto. Negli ultimi mesi, Tetti Rossi ha dovuto fare i conti anche con trasformazioni molto concrete: alcuni interventi necessari al ripristino di parti della struttura hanno modificato temporaneamente gli spazi e l’organizzazione delle attività.
La quotidianità ha richiesto qualche aggiustamento, alcune iniziative sono state rimodulate e la convivenza ha dovuto trovare nuovi equilibri. Le ospiti hanno affrontato questo periodo con pazienza, disponibilità e spirito di collaborazione, contribuendo a mantenere un clima positivo anche quando le condizioni erano meno agevoli.
È un aspetto della vita comunitaria che merita di essere raccontato, perché anche la capacità di adattarsi, trovare soluzioni e attraversare insieme una difficoltà fa parte dell’esperienza di abitare. Una casa non è un luogo immobile. Cambiano gli spazi, le persone, le esigenze, le abitudini. Quello che conta è continuare a riconoscervi un luogo in cui sentirsi rispettate e al sicuro.
Ripartire, infine, è un verbo che non indica necessariamente un nuovo inizio. A volte si riparte da qualcosa che era rimasto in sospeso, da un progetto interrotto, da una capacità da recuperare o da un desiderio che torna a essere possibile. E non sempre ripartire significa andare via: può voler dire trovare, proprio nel presente, le condizioni per costruire ciò che verrà.
Dopo la pausa estiva, Tetti Rossi si prepara a riprendere le proprie attività in un clima disteso e sereno. Tornano le occasioni di incontro, le iniziative condivise e le opportunità di partecipazione, mentre prosegue il lavoro quotidiano di accompagnamento alle ospiti.
A quasi due anni dal suo avvio, il progetto continua a dare forma a un’idea di accoglienza che non si esaurisce nell’offerta di una soluzione abitativa. La casa rappresenta uno spazio di stabilità, ma anche un contesto nel quale esercitare la propria libertà, rafforzare le competenze, costruire relazioni e immaginare nuove possibilità.
Abitare, scegliere, condividere, imparare, cambiare, ripartire. Sono verbi che non seguono necessariamente un ordine. Si intrecciano, si ripetono, qualche volta si interrompono e poi ricominciano. Come accade nella vita di tutte.
Ed è forse questo il significato più profondo di Tetti Rossi: non scrivere una nuova storia al posto delle donne che accoglie, ma offrire loro lo spazio, il tempo e gli strumenti per continuare a scriverla in prima persona.
I verbi di Tetti Rossi prendono vita attraverso le persone, gli incontri e le possibilità che nascono dallo stare insieme. C’è spazio anche per il tuo verbo. Per conoscere il progetto e scoprire come farne parte, scrivi a tettirossi@programmaintegra.it.






