Ultimo mese di attività per MISUP – Strengthening Migrant Supporting Communities, il progetto europeo Erasmus+ che lavora al fianco delle organizzazioni impegnate nel supporto alle persone migranti. Un percorso nato per rafforzarne competenze e capacità e contribuire alla costruzione di comunità locali più inclusive, partecipative e aperte al contributo di tutte e tutti.
Avviato nel novembre 2024, MISUP ha coinvolto organizzazioni di cinque Paesi europei — Paesi Bassi, Italia, Grecia, Lituania e Spagna — in un percorso condiviso volto a promuovere lo sviluppo organizzativo, rafforzare le competenze di chi opera nel settore e favorire l’empowerment delle persone migranti.
A pochi giorni dalla conclusione, è il momento di ripercorrere il cammino fatto: raccontare cosa abbiamo realizzato, quali risultati abbiamo raggiunto e, soprattutto, quale patrimonio di strumenti, metodologie ed esperienze MISUP lascia alle organizzazioni e a tutti coloro che lavorano ogni giorno al fianco delle persone migranti.
Il lavoro di MISUP è partito da un passaggio fondamentale: l’ascolto delle organizzazioni. Prima di sviluppare strumenti e metodologie, il partenariato ha analizzato i bisogni delle realtà che, nei cinque Paesi coinvolti, operano quotidianamente a sostegno delle persone migranti.
Attraverso interviste e questionari rivolti alle persone responsabili delle organizzazioni sono emerse sfide comuni e priorità condivise: dalla sostenibilità economica al fundraising, dalla pianificazione strategica alla leadership, fino alla gestione dei team e alla comunicazione.
A partire da questi bisogni concreti è nata Pillars of Strengthening (PoS), la metodologia sviluppata da MISUP per rafforzare le capacità organizzative e manageriali delle organizzazioni. Il percorso si articola in sei moduli dedicati allo sviluppo e alla diagnosi organizzativa, alla pianificazione strategica, alla gestione del cambiamento e della crescita, al networking, alla comunicazione esterna e al fundraising.
Il lavoro sviluppato nell’ambito di MISUP non si è limitato alla definizione di un modello teorico: la metodologia è stata infatti sperimentata sul campo, attraverso il coinvolgimento e il confronto tra organizzazioni e persone con professionalità, esperienze e provenienze differenti.
Una tappa centrale di questo processo è stata il training transnazionale realizzato a Valencia, che ha coinvolto 21 partecipanti provenienti dai cinque Paesi partner. Tre giornate di formazione, confronto e scambio che hanno permesso di testare gli strumenti sviluppati e, allo stesso tempo, di condividere sfide, pratiche ed esperienze, creando nuove connessioni e possibilità di collaborazione.
La valutazione condotta al termine della sperimentazione ha permesso di verificarne i risultati e ha confermato il valore del lavoro svolto: l’85,8% delle persone partecipanti ha dichiarato di aver migliorato le proprie competenze nella gestione organizzativa e il 100% ritiene che la metodologia possa contribuire alla sostenibilità della propria organizzazione.
Rafforzare le organizzazioni, però, è solo una parte del percorso. Per generare un cambiamento capace di durare nel tempo è altrettanto importante investire nelle competenze di chi lavora direttamente con le persone migranti e creare strumenti in grado di favorirne partecipazione, consapevolezza e autonomia. Da questa prospettiva nasce Pillars of Power (PoP), il secondo grande percorso sviluppato da MISUP.
In questa fase Programma integra ha guidato il lavoro dedicato agli Empowerment Trainings, con un obiettivo preciso: creare un effetto moltiplicatore.
Il metodo prevede infatti che lo staff delle organizzazioni venga formato affinché possa utilizzare e replicare gli strumenti acquisiti, realizzando a sua volta percorsi di empowerment rivolti direttamente alle persone migranti.
Pillars of Power si articola in otto moduli che accompagnano chi facilita la formazione e le persone partecipanti attraverso temi diversi e complementari: dalle competenze necessarie per facilitare un gruppo al pensiero positivo e all’identità, dalla resilienza alla valorizzazione dei talenti personali, fino alla capacità di riconoscere le proprie risorse e definire obiettivi per il futuro.
A supporto del percorso sono stati sviluppati un handbook per chi conduce la formazione, un workbook per le persone partecipanti e contenuti e-learning, disponibili nelle sei lingue del progetto. Strumenti pensati non soltanto per la sperimentazione prevista da MISUP, ma per continuare a essere utilizzati e replicati nel tempo.
Altro passaggio fondamentale dell’operato di MISUP è stato il Train-the-Trainer internazionale a Roma, organizzato da Programma integra, che ha coinvolto membri dello staff delle organizzazioni dei cinque Paesi partner. Il percorso ha permesso alle persone partecipanti di approfondire tecniche di formazione e facilitazione e, soprattutto, di sperimentare concretamente la metodologia Pillars of Power, per poi trasferirla nei rispettivi contesti nazionali.
Ed è proprio qui che entra in gioco uno degli aspetti più importanti del progetto: la formazione di chi formerà altre persone non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un processo di moltiplicazione.
Le competenze acquisite vengono infatti trasferite nei territori attraverso cinque percorsi locali di empowerment, uno in ciascun Paese partner, della durata di otto settimane, che coinvolgono direttamente le persone migranti.
Si crea così una vera e propria catena di trasferimento delle competenze: dal partenariato europeo alle organizzazioni, dallo staff formato alle persone migranti. Un processo che permette agli strumenti e alle conoscenze sviluppate di continuare a circolare anche una volta concluso il progetto.
È questo uno dei principali patrimoni che MISUP lascia alle comunità coinvolte: non singole attività destinate a esaurirsi con la fine del finanziamento, ma metodologie, materiali e competenze che le organizzazioni possono continuare a utilizzare, adattare e replicare autonomamente, raggiungendo nel tempo nuove persone e nuovi territori.
E ora l’obiettivo è portare “MISUP oltre MISUP”
Con l’avvicinarsi della conclusione del progetto, la sfida diventa quindi un’altra: fare uscire MISUP dai confini del partenariato.
Dopo due anni dedicati all’ascolto dei bisogni, alla progettazione, alla formazione e alla sperimentazione di Pillars of Strengthening e Pillars of Power, l’ultima fase punta a mettere questo patrimonio a disposizione di una comunità ancora più ampia di organizzazioni e persone che operano nei settori delle migrazioni, dell’inclusione e dell’empowerment.
Un primo appuntamento sarà il webinar europeo MISUP, in programma l’8 ottobre 2026: un’occasione per conoscere da vicino le due metodologie, approfondire gli strumenti sviluppati, condividere ciò che abbiamo imparato durante il progetto e favorire nuove occasioni di confronto tra organizzazioni e persone con diverse professionalità provenienti da vari Paesi europei.
Per partecipare: 👉 iscriviti al webinar
Giunti quasi al termine di MISUP, per chi lo ha realizzato, il risultato più importante non è soltanto ciò che abbiamo costruito in questi due anni, ma è soprattutto, ciò che può continuare a vivere dopo il progetto: competenze che restano nelle organizzazioni, strumenti pronti per essere riutilizzati, metodologie che possono essere adattate a nuovi contesti e una rete di persone e realtà che può continuare a scambiare esperienze e generare nuove collaborazioni.






